Viticoltura umbra




 

Le caratteristiche geologiche morfologiche del terreno, le coltivazioni quasi esclusivamente collinari, i terreni sciolti e permeabili, il clima mite, la piovosità ben distribuita nell’anno, fanno dell’Umbria una regione ad alta vocazione viticola.

La regione si sta sempre più mettendo in luce grazie a due prodotti significativi: il Torgiano rosso e il sagrantino di Montefalco

Negli ultimi anni i vini umbri hanno saputo cogliere importanti successi nel segmento dei vini di qualità grazie ad un continuo processo di aggiornamento e di organizzazione delle strutture e attrezzature aziendali.

I vigneti coprono circa 16.500 ettari coltivati con uve a bacca bianca 57 % e 43 % a bacca rossa. La resa media è bassa con 8,7 t/ha con 1.000.000 di ettolitri prodotti nel 2000.

 

I vitigni coltivati a bacca bianca sono: trebbiano toscano,malvasia bianca lunga, verdello, verdicchio bianco, canaiolo bianco, tocai, traminer ,chardonnay e riesling.

Quelli a bacca rossa sono: sangiovese, montepulciano,ciliegiolo, canaiolo nero,il sagrantino, barbera, merlot e gamay.

 

Molto interessante è la piccola zona di Torgiano posta alla confluenza del Tevere e del Chiascio, a cavallo  delle due vallate e riparata dai venti freddi. Data la piovosità  soltanto in autunno e inverno permette di ottenere uve molto zuccherine. Portabandiera dei vini umbri del mondo, il Torgiano rosso Riserva ha nelle doti di eleganza e struttura le migliori caratteristiche.

 

Sempre in provincia di Perugina nella zona collinare oltre Bevagna viene prodotto un altro simbolo dell’enologia Umbra, il Sagrantino di Montefalco.

 

Nella zona dei Colli Martani si ha la produzione di alcuni vitigni autoctoni tra cui il tuderte,(grechetto) e il Sagrantino. Plinio il vecchio parlava già di una uvetta  detta itriola coltivata e vinificata nei pressi di Bevagna, che molti considerano predecessore del Sagrantino. Alcuni hanno formulato ipotesi più suggestive sull’arrivo del Sagrantino, come quella che sarebbe stato portato in zona dai pirati saraceni o più probabilmente dai frati francesi di ritorno dalla Spagna all’inizio del XIII secolo.

 

L’area dei colli Altotiberini ha tradizioni vitivinicole molto antiche ma il potenziale produttivo non è totalmente espresso.

 

I Colli Perugini dominati dal monte Subasio dove la vite era coltivata anche dagli etruschi e dai romani presentano un terreno tufaceo-argilloso amico della vigna.

 

Sui colli del lago Trasimeno , diversi fattori favoriscono la viticoltura ma il principale è l’umidità delle acque lacustri che funge da equilibratore delle condizioni ambientali e nello stesso tempo non arricchisce troppo il terreno già particolarmente permeabile.

 

Il territorio che vanta la più grande tradizione vitivinicola è quello di Orvieto dove viene prodotto il vino preferito da diversi papi che nasce amabile. Il freddo delle cantine di tufo infatti impediva una completa fermentazione e lo zucchero restante rendeva il vino abboccato.

La vinificazione avveniva in modo insolito: si pigiava al livello del suolo e il mosto colava a fermentare in locali tufacei, e dopo la svinatura il prodotto veniva trasferito in cantine a livello ancora più basso per l’affinamento.

 

La D.O.C. Colli Amerini dell’89 ha permesso un notevole miglioramento qualitativo dei vini della zona prima piuttosto rustici.
 




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