La storia del sagrantino




Il sagrantino è un vitigno autoctono, tipico della zona di Montefalco, con un patrimonio organolettico particolare, che vanta un rilevante contenuto in tannini, zuccheri e altre sostanze estrattive.

Il Sagrantino viene considerato autoctono, nonostante siano varie le ipotesi riguardanti la sua origine. Alcuni, infatti, lo ritengono di provenienza spagnola, altri credono sia stato importato dai primi frati francescani, altri ancora introdotto in Italia dai Saraceni.

La resa massima di uva non deve essere superiore ad 80 quintali per ettaro di vigneto in coltura specializzata. Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate nell’ambito territoriale dei comuni compresi nella zona di produzione. La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 65% per il “Montefalco” Sagrantino “secco” e al 45%, riferito allo stato fresco dell’uva per la tipologia “passito” le cui uve subiscono un appassimento su non inferiore ai 2 mesi. Il vino “Montefalco” Sagrantino “secco” e “passito” non possono essere immessi al consumo se non dopo aver subito un periodo d’invecchiamento di almeno trenta mesi, di cui almeno dodici in botti di legno il “secco” , mentre per il “passito” non è previsto invecchiamento obbligatorio nel legno. I periodi d’invecchiamento decorrono dal 1° dicembre dell’anno di produzione delle uve

Il vino ha un colore rosso rubino intenso con riflessi tendenti al granato e all'aranciato con l'affinamento. Il profumo è intenso e persistente con sentori di mora di rovo, prugna, vaniglia, spezie e cuoio.

E' un vino molto longevo ed apprezzabile anche dopo 10-15 anni, elegante strutturato e di grande personalità, può essere degustato come vino da meditazione, oppure accompagnato da : salumi umbri, paste con sughi di carne,arrosti di carni rosse, palombacci in salmì, porchetta al finocchio, polpette all'umbra, piatti al tartufo nero, beccacce alla norcina e formaggi stagionati.


E' anche un vitigno adatto all'appassimento per la buccia coriacea. Nel Montefalco Sagrantino passito vengono esaltati ancora di più i profumi, con sensazioni aromatiche di frutta matura, frutti di bosco, frutta secca e spezie e, in bocca un piacevole finale di mandorla. Si abbina con pasticceria secca, frutta candita, nocciole e mandorle, dolci al cioccolato e con la torta di formaggio pasquale. 




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